Public Statement
Rafforzare la continuità aziendale dell'AT1: opzioni e compromessi
L’efficacia degli strumenti aggiuntivi di classe 1 (AT1) nell’adempimento del loro ruolo primario di capitale in continuità è stata compromessa da soglie di attivazione basse, attivazione discrezionale e incentivi insufficienti per la ricapitalizzazione. In pratica, gli strumenti AT1 vengono spesso utilizzati per supportare risoluzioni ordinate di società fallite piuttosto che per impedirne direttamente il verificarsi. Si tratta di una preoccupazione fondamentale, dato che il fallimento di un numero significativo di banche potrebbe avere conseguenze di vasta portata per il sistema finanziario nel suo complesso.
Il ripristino del ruolo di continuità aziendale degli strumenti AT1 richiederebbe tre elementi chiave: meccanismi di conversione sufficientemente diluitivi e legati al mercato per assorbire le perdite di capitale, l’eliminazione dei trigger discrezionali che possono essere utilizzati per evitare la ricapitalizzazione e i trigger legati al CET1 fissati sufficientemente elevati da supportare la ripresa. Tali riforme potrebbero contribuire a garantire che le banche dispongano di riserve di capitale sufficienti per resistere agli shock economici e mantenere la stabilità in tempi di crisi.
Tuttavia, eventuali riforme volte a rafforzare la continuità aziendale degli strumenti AT1 dovrebbero essere attentamente bilanciate rispetto alle potenziali implicazioni negative sui costi di finanziamento delle banche, sull’utilizzabilità delle riserve e sui finanziamenti di risoluzione. Ad esempio, l’aumento dei trigger legati al CET1 potrebbe rendere più costoso per le banche accedere ai mercati dei finanziamenti, il che potrebbe avere conseguenze indesiderate sulla loro capacità di prestare e sostenere la crescita economica.
Why it matters
L’efficacia degli strumenti aggiuntivi di classe 1 (AT1) nel sostenere risoluzioni ordinate di istituti finanziari falliti è una preoccupazione urgente sia per le autorità di regolamentazione che per gli operatori di mercato. Poiché il ruolo di continuità degli strumenti AT1, progettati per funzionare come capitale che può essere convertito in attività liquide in tempi di difficoltà, è sempre più richiesto, è diventato chiaro che la loro funzione primaria è compromessa da soglie di attivazione basse, meccanismi di attivazione discrezionali e incentivi insufficienti per la ricapitalizzazione.
In pratica, ciò ha implicazioni significative per la stabilità del sistema finanziario. Quando gli strumenti AT1 non sono in grado di svolgere il ruolo previsto come rete di sicurezza, le banche potrebbero essere costrette a cercare forme alternative di sostegno, il che può comportare costi di finanziamento più elevati e un accesso ridotto ai mercati della liquidità. Inoltre, la mancanza di strumenti AT1 efficaci può anche minare la capacità delle autorità di regolamentazione di progettare quadri di risoluzione più efficienti, che potrebbero, in ultima analisi, aumentare il costo della risoluzione degli istituti falliti.
Ripristinare l’efficacia degli strumenti AT1 richiede un approccio articolato che tenga conto sia dei vantaggi che degli svantaggi del loro utilizzo. Ciò potrebbe comportare riforme come l’eliminazione dei trigger discrezionali, l’introduzione di meccanismi di conversione più legati al mercato e la fissazione di trigger legati al CET1 che siano sufficientemente elevati da sostenere la ripresa. Qualsiasi riforma di questo tipo deve essere attentamente valutata rispetto alle potenziali implicazioni negative sui costi di finanziamento delle banche, sull’utilizzabilità dei buffer e sui finanziamenti per la risoluzione, e richiederà probabilmente uno sforzo coordinato da parte dei regolatori, dei partecipanti del settore e degli organismi di definizione degli standard.
Punti chiave
- Gli strumenti aggiuntivi di classe 1 (AT1) sono concepiti per fornire capitale in continuità, ma la loro efficacia è spesso compromessa da soglie di attivazione basse e meccanismi di attivazione discrezionali.
- Il ruolo primario degli strumenti AT1 nel sostenere una risoluzione ordinata di un'impresa cessata è compromesso da incentivi insufficienti per la ricapitalizzazione e da meccanismi limitati di assorbimento delle perdite.
- Il ripristino della funzione degli strumenti AT1 richiede tre elementi chiave: conversione diluitiva, variabile e legata al mercato come principale meccanismo di assorbimento delle perdite, eliminazione dei trigger discrezionali e trigger legati al CET1 fissati a livelli sufficientemente elevati da supportare la ripresa.
- Tali riforme devono essere attentamente bilanciate rispetto alle potenziali implicazioni negative sui costi di finanziamento delle banche, sull’utilizzabilità dei buffer e sui finanziamenti per la risoluzione.
- L’attuazione di queste riforme potrebbe avere conseguenze di vasta portata per il sistema bancario globale e la sua capacità di gestire il rischio in modo efficace.
- In definitiva, il rafforzamento del ruolo di continuità aziendale degli strumenti AT1 richiederà un approccio articolato che bilanci gli interessi e le priorità concorrenti.
Contesto istituzionale
Contesto istituzionale Il quadro di riferimento per l’adeguatezza patrimoniale del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (BCBS) ha svolto un ruolo cruciale nel definire gli standard internazionali per il capitale bancario e la gestione del rischio. Lo sviluppo di strumenti aggiuntivi di classe 1 (AT1) nell’ambito di questo quadro mira a rafforzare la resilienza delle banche nei periodi di stress, con particolare attenzione al sostegno dei processi di risoluzione ordinata. Tuttavia, l’efficacia degli strumenti AT1 nell’adempimento del loro ruolo primario di capitale in continuità è stata messa in dubbio a causa delle preoccupazioni relative alle soglie di attivazione basse e ai meccanismi di attivazione discrezionali.
Gli organismi di regolamentazione riconoscono da tempo la necessità di riforme volte a ripristinare la continuità aziendale degli strumenti AT1. Il pacchetto Basilea III, concordato dai leader del G20 nel 2010, ha introdotto nuovi requisiti per il capitale bancario, tra cui un coefficiente Common Equity Tier 1 (CET1) che da allora è diventato una pietra angolare dei quadri normativi a livello mondiale. Più recentemente, il CBVB ha riconsiderato il ruolo degli strumenti AT1 nell’ambito dei suoi continui sforzi per rafforzare la resilienza delle banche e promuovere la stabilità finanziaria.
Anche l’Organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari (IOSCO) e il Financial Stability Board (FSB), entrambi parte degli organismi di definizione degli standard del G20, sono stati attivamente impegnati nelle discussioni sul capitale bancario e sui meccanismi di risoluzione. Lo IOSCO ha pubblicato linee guida sugli strumenti AT1, mentre l’FSB ha sviluppato raccomandazioni per migliorare la resilienza delle banche e promuovere risoluzioni ordinate. Poiché questi sforzi normativi continuano ad evolversi, è probabile che abbiano un impatto significativo sullo sviluppo di standard internazionali per la finanza commerciale e sul ruolo degli strumenti AT1 nel sostenere la finanza commerciale documentaria.
Considerazioni pratiche
Le considerazioni pratiche per rafforzare il ruolo di continuità aziendale degli strumenti AT1 implicano un approccio articolato che affronta le principali sfide nella loro attuazione.
Per migliorare l’efficacia degli strumenti AT1, le autorità di regolamentazione e i partecipanti al mercato devono attuare misure per aumentare gli incentivi affinché le banche mantengano livelli sufficienti di capitale AT1. Ciò può essere ottenuto introducendo soglie di attivazione più rigorose, allineandole a quelle del capitale primario di classe 1 (CET1), che forniscono un segnale più chiaro agli investitori sulla solvibilità della banca. Inoltre, le autorità di regolamentazione dovrebbero prendere in considerazione l’implementazione di un quadro più trasparente e coerente per determinare quando attivare i fattori di continuità aziendale, riducendo la natura discrezionale di queste decisioni.
Inoltre, i partecipanti al mercato devono adottare meccanismi di conversione più variabili e legati al mercato come principali meccanismi di assorbimento delle perdite, che possono aiutare ad allineare meglio gli strumenti AT1 con l’evoluzione del panorama dei rischi. Ciò potrebbe comportare l’introduzione di strutture di conversione più complesse e sfumate che riflettano i cambiamenti nelle condizioni di mercato e nella qualità degli attivi. In tal modo, gli operatori possono migliorare la capacità degli strumenti AT1 di supportare una risoluzione ordinata e ridurre al minimo la necessità di svalutazioni.
In definitiva, ripristinare il ruolo di continuità degli strumenti AT1 richiede uno sforzo concertato da parte delle autorità di regolamentazione, dei partecipanti al mercato e delle stesse banche per affrontare le sfide esistenti e implementare soluzioni pratiche che bilancino la necessità di sufficienti riserve di capitale con le potenziali implicazioni sui costi di finanziamento e sull’utilizzabilità delle riserve.
Source: BIS Research Papers